Sono felice per il Nobel a Bob Dylan, anche se in tanti hanno criticato questa scelta. Nel mio strapiccolo credo di aver dato vita anch’io ad una rivoluzione musicale nel minuscolo Friuli.
A partire dal 1970 nei miei semplici ma coinvolgenti testi, musicati alla popolare, c’era il seme di un cambiamento epocale nella sfera musicale friulana. I critici di quel tempo mi hanno sempre etichettato “menestrello” o “cantastorie” (come lo è Bob Dylan), artista di basso rango.
Mi gratifica questo Nobel perché lo sento dedicato a quelle esperienze che lasciano il segno, come la mia.